Benvenuti nel regno della personalizzazione, secondo Abarth

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Incredibile Fiat. Esiste un certo numero di personaggi "misteriosi" sulla rete che da qualche tempo si diverte a denigrare (per quanto gli è possibile) il recente operato Fiat. Ma se devo essere sincero, di fronte a operazioni tanto riuscite, c'è ben poco da dire. Mi spiego.

Non mi elettrizzano le nuove auto Fiat per "come sono". Effettivamente, la recente produzione ha sfornato una serie di successi importanti (Punto e Panda su tutti) che sarebbero potuti essere ancor superiori se ulteriormente sviluppati (il riferimento è alla Punto): non è un mistero che, a un'estetica al cardiopalma, non abbia saputo abbinare degli interni d'eccellenza (tipo quelli della Peugeot 207). Ma tant'è: la Punto si vende perché è bella, piace e (soprattutto) ha una bella immagine. Ricostruita con strepitose operazioni di marketing e con contenuti comunque "grandi" e tecnologici.

Fiat è tornata "simpatica" in definitiva. E tutto quel che fa oggi non è solo ben fatto, ma anche "trendy". Al punto da cancellare i clamorosi errori del passato. Diciamoci la verità: chi dopo la Stilo Abarth e la ex Punto Abarth (roba da Lineaccessori) si sarebbe aspettato il clamore suscitato dalla nuova Grande Punto Abarth? Io no! Eppure Fiat ha dimostrato di aver saputo eliminare un passato da incubo, non solo facendo una delle sue più belle compatte sportive dell'ultimo ventennio (le immagini parlano da sole), ma addirittura creando una "stirpe" parallela, per ridare smalto a uno scudetto ormai vittima di un "allestimento sportivo".

Abarth, oggi, è diventato brand. Dando vita a una stirpe di modelli di cui la Punto Abarth è semplicemente la "numero 1": in sequenza arriveranno infatti 500 e Bravo.

Ultima piccola riflessione sul neonato brand Abarth. Che interesse potrebbe avere Fiat a creare un nuovo marchio (che verrà presentato in anteprima a Ginevra)? Molto semplice. Se le parole di Stephenson (capo designer del Gruppo torinese) spese su blog e interviste ai giornali negli ultimi tempi non sono state vane, Fiat aveva bisogno di una nuova "unità di controllo" per un'Abarth destinata a diventare un "marchio della personalizzazione". Nel suo listino, infatti, non ci saranno solo le vetture, ma un'intera gamma di accessori aftermarket (paraurti, spoiler e quant'altro) pronti per rendere possibile il sogno di supercar che c'è in molti di noi appassionati.

Non ci credete? Non ne siete ancora convinti? Allora incrociate tre fatti:

1) Risentite le parole di Stephenson (su blog o leggetele dai giornali specializzati)
2) Pensate a che necessità c'era, se non quella di "gestire materiale", di creare un brand separato
3) Date un occhio al sito della 500: è o no il regno della personalizzazione?

Grande Fiat, stavolta davvero.

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PS: mi sono un po' perso con il "tema Fiat" e mi sono dimenticato di parlarvi della nuova Punto Abarth. Penso che ormai tutti sappiate che avrà un 1.4 turbo con potenza variabile da 150 a (con kit specifico) 180 CV. Presto ve ne parlerò approfonditamente.

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