Quanto contano (a Torino) le misure

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La nuova Bravo ha buoni contenuti e una linea davvero riuscita. Si possono avere fino a 7 airbag, il frontale "rispetta" i pedoni e i motori turbo dell'ultima generazione 1.4 (da 120 o 150 CV) promettono buone cose.

Ma qualcuno era pronto a scommettere, solo fino a qualche giorno fa, che l'eccessiva lunghezza della Grande Punto avrebbe potuto infastidire la nuova media. Ora, lunghezze alla mano, scopro che la Bravo è lunga 4336 mm, contro i 4030 della Punto. Trenta centimetri, oggi, velgono un salto di segmento. Ma le due torinesi sono in "lotta"?

Penso, ma si tratta di una mia supposizione, che sulla carta non lo siano, ma in concessionaria sì. Prendiamo uno sulla trentina: andando in un autosalone Fiat potrebbe accorgersi che con gli oltre 22mila euro necessari per una Bravo 1.9 Sport da 150 cavalli, si potrebbe portare a casa una ultra-accessoriata Punto e risparmiarci pure.

Prendiamo uno sulla sessantina, anagraficamente legato a una percezione automobilistica in disuso... cosa potrebbe pensare di una media da oltre 4.3 metri? Magari che è troppo grande. O che magari, grande per grande (e spesa per spesa) una Sedici potrebbe essere il coronamento di anni di restrizioni: della serie "finalmente mi faccio la 4x4".

Per chi è dunque la Bravo? In un mercato evoluto e ricco di alternative c'è ancora spazio per auto "tradizionali", seppur splendide? Le Suv (compatte e no), le SW e le monovolume, non hanno dato il definitivo colpo di grazia alle auto "tradizionali"?

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