Concept EN-V: è il futuro? A me piace

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I concept spesso sono inutili. A volte esercizi di stile fine a se stessi. Ma questo mi piace, e per me può essere il futuro. Parlo del Concept EN-V di General Motors.

Facciamo un passo alla volta. Entro il 2030 nelle aree urbane si concentrerà più del 60% degli otto miliardi di persone che popoleranno il mondo. Per questo motivo saranno molti i problemi che si dovranno affrontare per far fronte ad una domanda sempre in crescita di servizi pubblici, tra cui anche quelli legati alla mobilità.

General Motors e il suo partner strategico Shanghai Automotive Industry Corp. Group (SAIC) condividono l'idea che il concetto di mobilità individuale urbana dovrà essere completamente rivoluzionato. Per questo motivo hanno unito le forze per esplorare possibili soluzioni che possano essere utili agli automobilisti di domani: una delle più promettenti è il nuovo concept EN-V.

EN-V sta per Electric Networked-Vehicle, ovvero veicolo elettrico connesso a un network di altri veicoli omologhi, un concetto che mantiene inalterati i principi fondamentali della mobilità individuale (libertà e indipendenza), ridefinendone però completamente gli aspetti di design e contribuendo allo stesso tempo a non fare dei veicoli a motore oggetto del dibattito ambientale. EN-V è infatti un'auto elettrica a due posti e due ruote progettata affinché nelle città di domani si possano evitare preoccupazioni in merito a traffico, ricerca del posto per il parcheggio e qualità dell'aria.

EN-V trova ispirazione dal prototipo P.U.M.A. (Personal Urban Mobility and Accessibility), sviluppato in join venture tra GM e Segway e presentato nell'aprile 2009. Questo veicolo è spinto da due motori elettrici, ognuno posto in ciascuna delle due ruote a doppia modalità di guida. Si tratta di una tecnologia originariamente introdotta da GM per il concept Hy-wire presentato al Motor Show di Parigi nel 2006. In questo caso, i motori non si limitano a produrre l'energia necessaria all'accelerazione ma agiscono anche direttamente sul controllo della decelerazione e della frenata. Il diametro di sterzata è stato notevolmente ridotto rispetto agli attuali veicoli convenzionali, consentendo all'EN-V di "sterzare su una moneta da un centesimo".

L'energia a zero emissioni utilizzata dai motori è fornita da una batteria agli litio-ioni. La ricarica può essere effettuata tramite una tradizionale presa domestica, permettendo all'EN-V di percorrere un massimo di 40 km con un singolo ciclo. EN-V sarà anche in grado di implementare l'efficienza del servizio pubblico di energia grazie ad una connessione diretta con la rete elettrica, tramite la quale potrà determinare l'orario migliore per effettuare la ricarica sulla base dell'utilizzo medio.

La combinazione della tecnologia Global Positioning System (GPS) con la comunicazione tra veicoli e la valutazione delle distanze permette all'EN-V di essere guidato manualmente o in modalità automatica. L'unione di queste tre avanzate tecnologie può essere anche applicata al di fuori dell'EN-V, ponendo le basi per i futuri sistemi avanzati di sicurezza dei veicoli.

Con la guida automatica EN-V può contribuire alla riduzione

degli ingorghi stradali, scegliendo il percorso più veloce in base alle informazioni ricevute in tempo reale. Con l'utilizzo di connessioni wireless, guidatori e passeggeri potranno essere sempre connessi alla rete durante i viaggi, in un vero e proprio social network.

Inoltre, la capacità di dialogare sia con gli altri veicoli sia con le infrastrutture potrebbe determinare una drastica riduzione del numero di incidenti automobilistici. Tramite appositi sensori e telecamere, l'EN-V può infatti "accorgersi" di quanto sta succedendo intorno, reagendo nel modo più opportuno ad eventuali ostacoli o a repentini cambiamenti delle condizioni di guida. Per esempio, se un pedone dovesse improvvisamente trovarsi davanti al veicolo, questo automaticamente decelererà fino a raggiungere una velocità più sicura per poi fermarsi in tempi molto più brevi rispetto agli attuali veicoli.

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