Vince la Merkel. Diabolica nel gestire l'affare Opel

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È una donna dotata di un'intelligenza politica fuori dal normale. È una signora che nasconde una "cattiveria professionale" illimitata dietro quel sorriso abbastanza morbidoso. È una tedesca che rispecchia le qualità delle auto fatte nel suo Paese: solide, resistenti, potenti. Lei è Angela Merkel, che ha vinto ancora. In Germania, è trionfo. Sarà Governo coi liberali.

A mio giudizio, una delle chiavi della vittoria si chiama Opel. Una Casa tedesca in crisi con un potenziale di migliaia di lavoratori tedeschi disoccupati. Un Costruttore che per giunta fa parte di un Gruppo Usa che ha visto la morte in faccia: GM. Ma

la Merkel ha costruito un capolavoro. Fatto di attese, finti tentennamenti, mezzi abboccamenti. S'è seduta al tavolo del poker ed è riuscita a far piazza pulita, fra mezzi bluff, rilanci, strane retromarce. Alla fine, come lei voleva, Opel è andata a Magna. Proprio a due settimane della elezioni. Con garanzie per gl'impianti tedeschi.
Addirittura, i socialdemocratici hanno perso come non mai. La Merkel li ha sbancati.

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