Incentivi permanenti? Sì. Abbasso i teorici del no, che poi si mettono a piangere

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C'è chi ce l'ha a morte con gli incentivi per l'auto. Dice che le Case devono stare in piedi con le proprie forze, senza l'aiuto dello Stato. Sono belle parole. Tutta teoria campata per aria. Poi, quando arrivano i tagli e i licenziamenti perché le Case non vendono, allora si piange. Idem se l'economia va a rotoli.

Sicché è giusto quanto sostiene il Centro Studi Promotor. Seguite il ragionamento.

Soltanto il 4,6% dei 36 milioni di autovetture circolanti in Italia dispone di alimentazioni ecologiche (metano, gpl, ibride ed elettriche). In conseguenza di ciò, gli incentivi all'acquisto di eco-veicoli, cosi come quelli destinati alla trasformazione a gas, dovrebbero diventare permanenti.

Secondo il Csp, gli sforzi per migliorare la qualita' dell'ambiente dovrebbero tener conto del fatto che le auto circolanti in Italia con alimentazioni tradizionali sono ben 34.424.000. Per ridurre le emissioni di questo enorme parco, gli incentivi alla rottamazione non bastano. Basti pensare che sono 15.625.000 le vetture a benzina e gasolio attualmente rottamabili con incentivi, cioe' quelle immatricolate fino al 31 dicembre 1999. Va dunque perseguita e incoraggiata anche la strada della trasformazione a gas che, infatti, da diversi anni gode di incentivi pubblici concessi con una serie di provvedimenti che pero' sono stati sempre limitati nel tempo.

E' comunque da sottolineare che alcune Case automobilistiche da qualche anno offrono vetture nuove omologate per alimentazione sia a benzina che a gas e, in qualche caso, anche solo per l'alimentazione a gas. Le vetture omologate a gas, unitamente alle ibride e alle elettriche godono dal 7 febbraio di incentivi particolarmente generosi che difatti hanno portato le immatricolazioni di questo tipo di vetture a crescere del 170% su base annua nei primi otto mesi del 2009, a quota 263.000. E la previsione e' di chiudere l'anno a 400.000 ecoveicoli, da qui l'auspicio di Quagliano di rinnovare intanto per l'anno prossimo gli incentivi, rendendo permanenti quelli alle auto ecologiche e sostenendo comunque tutte le fasce di vetture, comprese quelle aziendali che versano in pesante crisi. A questo proposito il Centro Studi Promotor suggerisce di rendere integralmente detraibile l'Iva sugli acquisti di autovetture fino al 31 dicembre 2010.

È convinzione diffusa che le misure di sostegno dell'economia e della domanda debbano essere mantenute ancora in vigore, quantomeno per il 2010. La conseguenza, per quanto riguarda l'auto nel nostro Paese, è che l'attuale pacchetto di incentivi in scadenza il 31 dicembre prossimo dovrebbe essere rinnovato quantomeno per tutto il prossimo anno.

Non solo. Occorre anche considerare che i dati dimostrano che i Paesi che, come Germania e Francia, hanno maggiormente investito nel sostegno della domanda di autoveicoli hanno avuto risultati migliori di quelli ottenuti in Italia non solo in termini di vendite di autovetture, ma anche in termini di ripresa dell'intera economia. Il pacchetto di incentivi in vigore in Italia dal 7 febbraio, rispetto a quelli di altri grandi Paesi europei, è stato infatti tardivo e limitato. La cautela del Governo italiano è stata attribuita ai timori per la tenuta della domanda dei titoli emessi per finanziare il debito pubblico. Ora che la richiesta di bot è tanto forte da far scendere il rendimento del trimestrale al di sotto dello zero, questi timori sono decisamente superati e ci si attende che il Governo italiano intervenga nuovamente con misure di sostegno della domanda più incisive.

In particolare, come si è accennato, il Governo dovrebbe estendere la platea dei veicoli acquistabili con incentivi all'intera offerta delle case (come avviene in Germania). Sarebbe poi opportuno introdurre misure di sostegno del mercato dell'auto aziendale oggi fortemente in rosso. A questo proposito il 

Centro Studi Promotor suggerisce di rendere integralmente detraibile l'Iva sugli acquisti di autovetture fino al 31 dicembre 2010. Inoltre nel varare il nuovo pacchetto occorrerebbe rendere definitive (e non più temporanee) le misure di sostegno delle soluzioni ecologiche, in particolare per quanto riguarda il metano. E ciò perché questo carburante rispetto a tutte le altre soluzioni a basso impatto, ha alcune valenze peculiari di grande rilievo non soltanto sul piano ecologico, ma anche con riferimento alla esigenza del Paese di rendersi maggiormente indipendente dalle forniture di petrolio. Il metano infatti non è un prodotto petrolifero, è disponibile in grandi quantità, può essere utilizzato come viene estratto senza lavorazioni e, inoltre, tra le soluzioni oggi disponibili per l'autotrazione, è la più ecologica ed anche la più sicura, perché questo gas non viene trasportato su strada o su rotaia, ma viaggia nei metanodotti.

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