Fiat e Chrysler: i numeri del matrimonio

Chrysler222.jpgDopo l'emozione per le parole di Obama, le fredde percentuali. Fiat entrerà progressivamente nel capitale di Chrysler senza sborsare un dollaro. In cambio, dà le piattaforme automobilistiche per la produzione di veicoli a marchio Chrysler. In più, da la tecnologia dei motori per auto compatte. E ancora: Fiat userà la rete commerciale americana di Chrysler (così l'Alfa tornerà in Usa, vecchio sogno di Marchionne). E viceversa per la rete Fiat.

Ci sarà la cessione accelerata di tutti i beni di Chrysler a una NewCo, in accordo con la legge fallimentare statunitense (US Bankruptcy Code) a cui la Casa americana ha deciso di ricorrere: Chrysler richiederà al Tribunale fallimentare di New York l'approvazione della vendita delle attività di Chrysler alla NewCo. Nell'attesa, la Chrysler continuerà a svolgere la propria attività, ricevendo finanziamenti dal Dipartimento del Tesoro statunitense.

A tale proposito: i soldi dal Governo Usa a Chrysler, per garantirle di sopravvivere, arriveranno proprio perché la Casa americana dà la prova a Obama di saper costruire auto piccole, grazie alla tecnologia Fiat: 6,5 miliardi di dollari.

Al closing, la NewCo assegnerà a Fiat una quota equivalente al 20% del capitale. La Voluntary Employee Benefit Association (VEBA) riceverà una partecipazione del 55%. Il Dipartimento del Tesoro statunitense possiederà il 10% del capitale.

Fiat avrà il diritto di ricevere un'ulteriore partecipazione del 15%, in tre tranche da 5% ognuna, subordinate al raggiungimento di obiettivi predeterminati: l'ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione negli Stati Uniti della famiglia del motore FIRE; raggiungimento di target di vendita di veicoli Chrysler al di fuori dell'area NAFTA; ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione di un modello Chrysler basato su tecnologia Fiat.

Inoltre, a Fiat spetterà l'opzione di acquistare un ulteriore 16% (esercitabile dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2016). Fiat non potrà superare la quota di partecipazione del 49% fino a quando l'intero debito verso il Dipartimento del Tesoro statunitense non sarà stato rimborsato.

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