Alfa Romeo MiTo: la mezza bufala mediatica del motore per i neopatentati dovuta al copia-incolla della cartella stampa

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Il motore più piccolo dell'Alfa MiTo è un 1.4 litri, aspirato e turbo, che eroga una potenza di 78 CV a 6.000 giri e 125 Nm di coppia a 4.250 giri. I mass media dicono che è per i neopatentati. Una mezza bufala. Vi spiego io.

Quando la Casa l'ha concepito, doveva entrare in vigore a luglio 2008 la legge sui neopatentati. La legge del Governo Prodi diceva: i titolari di patente di categoria B conseguita a partire dal 1° luglio (farà fede la data in cui si sosterrà la prova pratica) per un anno non potranno guidare macchine con potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 50 kW/t. Multa di 148 euro e sospensione della patente da due a otto mesi.

Legge assurda: consentiva di guidare giganteschi macchinoni; la Fiat 500 e altre citycar erano proibite.

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ha prorogato al 1° gennaio 2009 l'entrata in vigore della legge. Nel frattempo il Governo Berlusconi la modificherà.

Quindi non ha senso dire che quel motore 1.4 della MiTo esprime un rapporto peso/potenza tale da rispettare la normativa a partire a gennaio 2009: quelle norme non esisteranno in quella data. Trattasi di copia-incolla dalla cartella stampa privo di ragionamento.

Comunque, durante i primi tre anni di patente, non puoi

superare la velocità di 100 km/h in autostrada (anziché 130) e di 90 km/h (anziché 110) sulle strade extraurbane principali: multa di 148 euro e sospensione della patente da due a otto mesi. Infine, nei primi tre anni di patente, in caso di violazione di norme che comportano perdita di punteggio, la decurtazione raddoppia.

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