L'italiano è affamato di auto a gas o low cost

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La famiglia italiana media non arriva a fine mese: c'è la sindrome dell'ultima settimana; l'euro non fa dormire i papà e le mamme. In tanti, vengono schiacciati da mutui per la casa che non riescono a sostenere e da debiti fatti per pagare le semplici bollette. In questo quadro, è ovvio che gli incentivi statali per comprare una macchina nuova rottamandone una vecchia non funzionino: il bonus dato dallo Stato è ridicolo (poche centinaia di euro e due o tre anni di bollo gratis). Ecco il perché del -27% di rottamazioni a marzo 2008.

La soluzione cui va a caccia l'italiano medio è duplice.

1) La macchina a gas: metano o Gpl. La prende direttamente nuova a gas, così risparmia sul carburante (un costo che uccide il portafoglio). Oppure la trasforma a gas: così non gli viene impedito di circolare durante i blocchi, e carburante e bollo non lo stritolano. Per questo, segnalo il successo del Gpl Chevrolet: nei primi tre mesi del 2008, la Casa del Gruppo General Motors ha registrato un progresso delle vendite di auto a gas (che han superato il 5% del mercato totale) e ha conquistato il primo posto tra le Case estere portando al 20,9% la sua quota in questo segmento.

2) L'auto low cost. Tutti la vogliono, tutti l'aspettano. Per questo, c'è fame di Tata Nano, DR5, perfino macchine cinesi. Il denaro non c'è; l'auto serve; i mezzi pubblici fan pietà; sicché

ci si vuol buttare a capofitto nella vetturina a basso costo - magari a gas -. E chissenefrega se lo status symbol va a farsi benedire, se le prestazioni si dimenticano e se la vettura è rumorosa. Certo, ci sarebbe il discorso della sicurezza e dei crash test; ma se i quattrini mancano, tutto passa in second'ordine.

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