Suv DR5 all’Iper: che sensazione mi ha fatto

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Sono andato a vedere il Suv italo-cinese DR5 all'Iper, frutto di un assemblaggio di componenti cinesi e italiani. Vista da fuori, è un'auto vincente. La linea - che ricorda una vecchia Toyota Rav4 - è gradevole. Infatti, la mitica giap - che ora è favolosa - era carina. La mia idea personale è che il muso della DR5 sia un po' più cattivello (foto su). A quanto pare, è stato lo stesso Di Risio - numero uno del gruppo - a concepirlo.

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Salgo a bordo e noto che i sedili sono di buona qualità. Soltanto l'odore mi lascia perplesso, dovuto forse al fatto che la macchina è lì esposta da tanti giorni. Alcune plastiche non sono eccezionali, ma le si dovrebbe giudicare con l'auto in movimento, per valutare se causino rumori. 

Il botto la fa la dotazione. Per la miseria, c'è tanto: Abs, doppio airbag, blocco automatico e apertura a distanza delle portiere con telecomando, fendinebbia, cerchi di lega di 16 pollici, quattro alzacristalli elettrici (con il tetto apribile, chiudibili a distanza), lettore cd/mp3 con caricatore cd, connessione usb con comandi al volante, clima. Se tutto funziona a dovere, il prezzo

del DR5 all'Iper, 15.900 euro, è bassissimo.

Infine, mi sono messo nei panni di guidatore, passeggeri e persona che carica valigie. Allora, chi guida ha la seduta alta e comoda; gli altri trasportati hanno ottimo spazio per testa e ginocchia; mettere pesi nel bagagliaio è agevole.

Sapete che cosa le manca? Il controllo elettronico di stabilità, ossia l'Esp. 

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