Abarth 500: per un successone, ci vorrebbe un ritorno in pista

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Le radici della nuova 500 Abarth affondano nella storia dell'automobilismo sportivo degli anni Sessanta. Nel 1957, viene presentata la 500. Di questa "piccola" Fiat si innamora Carlo Abarth. Così, lasciando inalterata la cilindrata originaria del motore, ne aumenta il rapporto di compressione (da 6,55:1 a 8,7:1) e adotta un carburatore Weber 26 IMB e uno specifico scarico Abarth: 7 CV in più, che poi arrivano a 23.

Sempre nel 1957, alcune vetture così preparate, con carrozzeria rigorosamente di serie. Un successo. Anche nelle gare su pista.

Gli anni Sessanta sono il periodo d'oro dello Scorpione. Addiritura, arriva un piccolo bolide con 32 CV di potenza e una velocità massima di oltre 130 km/h, suscitando scalpore nell'ambiente sportivo.

Dunque, per far esplodere di nuovo il fenomeno Abarth,

occorre una 500 su pista. Le premesse per il boom ci sono, giacché la 500 Abarth è davvero simpatica e accattivante.

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