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E' sempre più difficile il momento per il mercato italiano dell'auto, che ha perso oltre 20.000 immatricolazioni nel mese di gennaio. Rossignoli: "Bisogna tornare indietro ad inizio anni '80 per questi numeri".
Il 2012 si prospettava come un anno difficile già nei mesi scorsi ed i primi dati non fanno altro che confermare le previsioni, forse anche peggiorandole. Il mercato italiano dell'auto ha avuto un crollo nelle immatricolazione nel mese di gennaio, perdendo addirittura il 16.9% rispetto al 2011 (già non particolarmente florido). Il totale delle immatricolazioni del primo mese dell'anno è di appena 137.119 vetture.
Bisogna tornare addirittura all'inizio degli anni '80 per trovare livelli così bassi: "Il 2012 si apre sotto una crisi profonda - ha detto Guido Rossignoli, direttore generale di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) - E' chiaro che anche l'andamento del mercato del lavoro ha un peso rilevante sulle prospettive del reddito delle famiglie e quindi della spesa per i consumi, specialmente quando si tratta di beni durevoli come l'automobile".
Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano nel mese 40.565 immatricolazioni (-17,8%), mantenendo una quota di mercato del 29,6%. I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano 40.403 immatricolazioni (-16,9%), mentre c'è da segnalare il risultato positivo per il marchio Jeep, in crescita del 44% a gennaio. L'auto più venduta è stata la Fiat Panda con 10.411 unità.